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May 15 Parla con meOggi ho sentito alla radio una canzone di Ramazzotti, diceva il ritornello "Parla con me".. in questi giorni ci sono state delle perone che mi hanno richiesto di parlare con loro, ma ovviamente il mio comportamento era simile a quello della protagonista di questa canzone
vi spiego un po'... la protagonista della canzone sta attraversando un periodo nero, probabilmente ha perso il suo amore e lui si rivolge a lei dicendole di aprirsi, che lui starà lì ad ascoltarla senza giudicare. Lei non cede e si chiude a riccio, tanto che cade in quel circolo vizioso che ti porta dritto, dritto all'egoismo. Quando inizi a diventare egoista credi che solo tu puoi soffrire, che nessuno può comprendere la tua sofferenza, e ti posizioni sul piedistallo della sventura. Te ne auguri di cotte e di crude, continui a vederti solo, quando in realtà accanto a te c'è sempre qualcuno pronto a tenderti la mano. L'egoismo, in fondo, altro non è che una delle facce della solitudine.. Mi rendo conto che questo pensiero non sarà condivisibile, è più semplice pensare che un'egoista sia una persona cinica, spietata, però secondo me quelli sono solo egocentrici.. Tornando a me, la fase lunare calante sta passando, apro le porte al sole, ma non mi sento ancora pronta a parlare con voi. In ogni modo grazie a voi! May 03 un contatto con la naturaBuona sera amici lettori, è passato un mese dal mio ultimo intervento. Novità non ce ne sono, la vita continua sempre tra alti e bassi..diciamo che è un periodo di routine. Sai l'altro giorno sono stata al Minitalia vicino Bergamo, quanti bimbi che c'erano, ma la cosa che mi ha più colpito è stata la fattoria. Chi vive in città non ha modo di vivere a contatto con questa realtà, e quello che per alcuni sembra normale, per me diventa speciale. Eh si perchè anche se gli anni passano, Gio non si dimentica che ogni novità deve essere osservata con gli occhi di un bambino. Ed ecco che il pony può diventare un cavallo alato, pronto a farti visitare la terra dall'alto. Ad un tratto era come il fil Babe, bredevo che gli animali potessero parlare. mio fratello, poi, deve avere feeling, tanto che l'abbiamo soprannominato San Francesco! Un'immagine bellissima era quella di due pappagallini che si coccolavano davanti ai visitatori, erano molto teneri, lì mi sono resa conto che l'amore in fin dei conti è universale! Insomma è giusto concedersi una giornata da dedicare interamente agli animali e alla natura, sono anch'essi dei doni e andrebbero preservati. Comunque nonostante il parco fosse sovraffollato posso garantirvi che non c'era una cartaccia in terra, quindi questo testimonia che volere è potere. basta poco per rendere pulita questa terra. che dite si può fare? e con questa domanda vi lascio e vi auguro una buona notte! Gio April 02 lettera al mio fratelloneEhy fratellone, sono passati 16 anni da quando hai messo piede su questa terra. Sai quegli anni non erano dei migliori però tu hai portato una ventata di allegria a casa. Mi ricordo papà quanto era felice! Io ero un po' gelosetta, sai cmq avevo otto anni e temevo la concorrenza di un piccolo angioletto! eh si perchè eri proprio un angioletto senza capelli! Era quello che ti rendeva simpatico, quella testolina a forma di un meloncino! Da quel giorno siamo stati sempre insieme, quando ti serviva qualcosa chiamavi sempre me.. Chiamarmi Giovanna ti risultava difficile, allora per te ero Linda. Giocavamo sempre insieme, anche quando avevo i compiti da fare dedicavo il mio tempo a te... ne abbiamo combinate tante insieme vero? Eppure sai oggi ho detto ad una persone che per me sei la persona più importante che ho, non me ne vogliano gli altri, però per te nutro un affetto speciale e spero che Dio ci aiuti a mantenere questo rapporto nel tempo. Vorrei che anche se distanti, i nostri cuori siano molto vicini.. e dire che qualcuno ha già espresso il suo pronostico.. tutto finirà, ma io non voglio crederci Salvù.. ti voglio troppo bene per cadere in una stupida trappola! Quindi fratellone ovunque sarai basterà fare un fischio e la tua sorellina arriverà! Per il resto non preoccuparti se a volte il mio essere lunatica mi porta a dire cazzate, non le penso affatto! Continua così che vai alla grande! Ti voglio bene! GIo February 15 quando una piccola ferita torna a sanguinareBuonasera cari amici, sono appena rincasata e ho subito avvertito una forte voglia di scrivere. Non me ne voglia Dady, ma non voglio dedicare questa paginetta alla nostra serata, è stata magnifica e non perchè è San Valentino sia chiaro! Ciò che mi spinge a scrivere sono due scene che ho vissuto oggi 14 febbraio. La prima questo pomeriggio, una bambina sui 5 anni è seduta dentro al carrello della spesa. Si sporge e il carrello si ribalta. La madre subito che dice? "Sei una cretina!". La seconda questa sera al cinema. C'era una famiglia padre, madre e figlio che avrà avuto sui 14 anni. La madre era una tipa un po' svampita, di quelle tra l'altro che non hanno ancora compreso che esistono delle regole e che vanno rispettate (non si scavalca la fila per esempio)..praticamente il figlio ha fatto cadere il tappo della bottiglia e la madre subito a gridargli " Sei sempre il solito cretino!". Il ragazzo era così imbarazzato che non riusciva neanche a chinarsi per raccogliere il tappo. In quel frangente si è letta tanta tristezza nei suoi occhi. Ora io mi chiedo, che diritto ha un genitore di insultare in quel modo un figlio davanti a tante persone? Come può crescere una bambina se, ogni piccolo errore, viene insultata? Il rimprovero è costruttivo, ti aiuta a capire che quella cosa non va fatta, ma tu madre perchè dici a tua figlia cretina? Parliamo del ragazzino, perchè deve avere lo sguardo così triste? Poi la cosa che mi ha sconvolto è che era vestito uguale al padre. ok non lo conosco, ma quello sguardo mi è bastato per capire che non gli è data la possibilità di esprimere la propria personalità.La verità è che in quel frangente ho ripensato alle volte che mia madre si è comportata così con me. Fino a qualche anno fa con me non era molto clemente. Sicuramente a differenza della signora, lei aveva il tatto di non comportarsi in questo modo davanti alle persone estranee, ma chiuse le porte di casa rincarava la dose. Spesso mi sono sentita fuori luogo, fuori dal mondo. Ho anche pensato di non valere nulla.. non capivo il motivo per cui la persona che più amavo al mondo, potesse trattarmi in quel modo. Certo ora la situazione è migliorata, però certe piccole ferite non si cancellano. Per fortuna ho rafforzato il mio carattere e ho avuto modo di recuperare il rapporto tra noi.. però.. c'è sempre un però.. ma sento il dolore della ferita che torna a galla e che fa male.. magari continuo un altro giorno... February 06 quando amare diventa difficile..Perchè in certi momenti amare diventa difficile? Far soffrire la persona che ami è da stronzi, ed io troppe volte mi sono rivelata tale. Il problema che spesso, questo era solo il riflesso della volontà di terze persone estranee alla nostra storia. Si dice che quando si ama, nessuno dovrebbe interferire, in effetti nessuno si mette in mezzo, quella poco coraggiosa sono io, che dimentico spesso di avere abbandonato l'adolescenza ormai da tempo. C'è chi invece mi vuole adulta, ma forse non sono ancora pronta per esserlo.. la verità è che io ho paura... Il problema non è questo, è che sento che nell'aria c'è un'atmosfera molto cupa, che sta per abbattersi un temporale, perchè c'è chi è stanco dei miei atteggiamenti. So che in cuor suo sa comprendermi, perchè mi ama, ma il mio cuoricino è stato ferito da una frase fuori luogo.. e ancora una volta ho paura... Certo che se ci penso è strano che io abbia tanta forza per afforntare i problemi grossi, quelli che non ti fanno dormire la notte e poi, quando si tratta di rapporti con le persone divento così inutile, anzi dannosa. Finirà di star male per me? lo devo volere io per prima.. io non ci godo a vederlo soffrire, ma perchè non ci metto la volontà per dimostrarlo? non mi riconosco più... January 10 un appello a chi soffre di solitudineLa marinaretta del web ha deciso di ritornare nella sua Itaca.. innanzitutto ci tiene ad augurare ai suoi lettori un meraviglioso 2009, che sia in salute e in armonia. Sono tornata in università, inizierà un periodo molto intenso e spero anche gratificante, ma per realizzare questa mia aspettativa dovrò sicuramente impegnarmi parecchio. Non sono tornata qui per raccontarvi le solite storielline, volevo lasciare un pensiero Purtroppo chi mi conosce sa che la mia adolescenza non è certo stata segnata dalle amicizie, dai divertimenti e da sentimenti reali. La vita però corrisponde ad una via dove puoi incontrare svariate persone. Lo stesso Pinocchio fece incontri positivi come la Fata Turchina e il Grillo Parlante, ma anche incontri meno fortunati come il Gatto e la Volpe. Diciamo quindi che in quella fase avevo a che fare con dei mascalzoni. Queste spiacevoli disavventure mi hanno permesso poi di incrociare il cammino di piccole donne e di grandi uomini che hanno colorato il mio sentiero. Perchè parlo di piccole donne? Ne parlo perchè una di queste è piccola, piccola, ha un paio di anni in meno di me ed è minuta, ma ha un cuore che sa contenere sentimenti oceanici e per certi versi sa essere più matura di tante altre persone messe insieme. Non può ancora ritenersi donna, ma sicuramente sarà degna di questa qualifica e difenderà la categoria con determinazione! Poi c'è un'altra piccola donna che qualche mese fa mi ha permesso di credere nelle mie qualità, con un gesto, in fondo, stupido, fatto sta che la grinta è tornata a fiorire. Lei ha 4 anni in meno di me, ma ragazzi, fidatevi ha una bella testa e, scusatemi il gioco di parole, saprà tener testa agli uomini più arroganti! Poi c'è un'amica che in realtà sa essere mamma, sorella, zia, nonna e chi più ne ha più ne metta. Infine c'è il mio grillo parlante, che caso vuole corrisponda alla metà della mia mela, a lui devo tutto. In futuro ci saranno altri spiacevoli incontri, però saprò superarli, perchè a differenza di quanto ho sempre creduto io non sono sola. Comunque non escludo che ci saranno anche altre conoscenze positive. Lancio un appello a tutte quelle persone che in questo momento si sentono sole e soffrono di solitudine: Non estraneatevi al mondo, è abbastanza grande per contenerci tutti, in qualunque angolo della terra ci sarà una persona che sente di voler stare con voi. Non negatevi le amicizie, per una volta mettete da parte la diffidenza, qualche raro caso di uomo/donna solidale esiste e credo che, anche in questo caso, ce ne spetta almeno uno per ciascuno. Quando pensate al colore della vita no vedetelo grigio o peggio ancora nero, anche chi soffre ha diritto ad un bel rosso acceso, o ad un arancione caldo. Siate sempre vicini alla musica, saprà trasmettervi l'energia giusta per ricominciare. Rinnovate le vostre case, magari cambiando la disposizione dei mobili.. è un consiglio che nulla ha a che vedere con gli altri, ma è un punto di partenza per cambiare e se non basta l'arredamento, tagliatevi i capelli, cancellerete un pezzo triste del passato. Circondatevi di bambini, oppure di animali, anche un piccolo cagnolino sa regalare tanto amore.Poi se proprio non ce la fate, passate nella mia isoletta, sarò ben lieta di ospitarvi! Vi auguro una buona serata. La vostra marinaretta sognatrice! December 01 Il regalo più grandeIl regalo più grande
Voglio farti un regalo
Qualcosa di dolce Qualcosa di raro Non un comune regalo Di quelli che hai perso Mai aperto O lasciato in treno O mai accettato Di quelli che apri e poi piangi Che sei contenta e non fingi In questo giorno di metà settembre Ti dedicherò Il regalo mio più grande Vorrei donare il tuo sorriso alla luna perché Di notte chi la guarda possa pensare a te Per ricordarti che il mio amore è importante Che non importa ciò che dice la gente Perché tu mi hai protetto con la tua gelosia che anche Che molto stanco il tuo sorriso non andava via Devo partire però so nel cuore La tua presenza è sempre arrivo E mai partenza Il regalo mio più grande Il regalo mio più grande Vorrei mi facessi un regalo Un sogno inespresso Donarmelo adesso Di quelli che non so aprire Di fronte ad altra gente Perché il regalo più grande È solo nostro per sempre Vorrei donare il tuo sorriso alla luna perché Di notte chi la guarda possa pensare a te Per ricordarti che il mio amore è importante Che non importa ciò che dice la gente Perché tu mi hai protetto con la tua gelosia che anche Che molto stanco il tuo sorriso non andava via Devo partire però so nel cuore La tua presenza è sempre arrivo E mai... E se arrivasse ora la fine Che sia in un burrone Non per volermi odiare Solo per voler volare E se ti nega tutto quest’estrema agonia E se ti nega anche la vita respira la mia E stavo attento a non amare prima di incontrarti E confondevo la mia vita con quella degli altri Non voglio farmi più del male adesso L’amore amore Vorrei donare il tuo sorriso alla luna perché Di notte chi la guarda possa pensare a te Per ricordarti che il mio amore è importante Che non importa ciò che dice la gente E poi L’amore dato amore preso amore mai reso Amore grande come il tempo che non si è arreso Amore che mi parla coi tuoi occhi qui di fronte Sei tu sei tu sei tu sei tu sei tu Il regalo mio più grande Tiziano Ferro
![]() November 27 Lettera per AdaCiao Ada, era parecchio tempo che non ti vedevo passeggiare per Corso Genova, ho chiesto a mia madre se ti aveva vista, ma anche lei non aveva tue notizie da tempo. Poi un giorno ho deciso di iscrivermi a face book, un social network. Lì ho ritrovato una buona parte della nostra classe delle elementari. Hanno creato un gruppo della Scuola Ariberto e lì ho lasciato un commento. Dicevo che tu eri la nostra maestra e anche li chiedevo agli altri se avessero tue notizie. Ieri sera leggo un intervento di un ragazzo, lui non era nella nostra sezione, era nella c, ma ti conosceva e solo così ho saputo che ci hai lasciati. Eh pensare che mi sarebbe piaciuto organizzare una cena e farti questa gradita sorpresa, ma la sorpresa ce l’hai fatta tu. In questi giorni si discute molto sulla scelta di reintrodurre il maestro unico. Non sono figlia della generazione dei maestri unici, ma posso dire che tra le maestre che avevo, quella che mi ha lasciato qualcosa in più sei stata tu. Tu per noi eri come una mamma, pronta a riprenderci quando sbagliavamo, felice di insegnarci, più che l’italiano, la vita. Nel primo anno di università, ho spesso chiacchierato con te, mi ricordo che mi dicevi che saresti stata disposta a concedermi il tuo posto, una volta andata in pensione. Ora tutti i ricordi mi ritornano in mente e tanta tristezza sfiora il mio cuore. Non sono molto brava con le parole, vorrei dire tanto, ma quel che dico è nulla. Ada io vorrei semplicemente ringraziarti e per questo dico: Grazie per avermi insegnato a leggere Grazie per le prime nozioni d’inglese, tu stessa hai frequentato un corso per permetterci d’impararlo. Ricordo ancora le canzoncine.. e una in particolare che ha un significato importantissimo, che ai tempi non potevamo comprendere, ma che oggi da un forte insegnamento. Parlo di Immagine di John Lennon. Grazie per le poesie che ci facevi imparare a memoria. Autunno di Cardarelli, San Martino di Carducci, e alcuni versi de Il 5 maggio. Grazie per gli scappellotti, a volte servono e come! Grazie per le parole di conforto. Grazie perché per noi eri una mamma. Grazie perché ci hai insegnato che è bello essere uniti e volersi bene, rispettando anche le persone di colori diversi. Volevi molto bene ad Altaf, tu che non avevi figli, avevi così a cuore la sua situazione che lo portavi anche a mangiare a casa tua. Ma sai qual è la cosa per cui vorrei tanto ringraziarti? Perché tu dal primo momento hai creduto in me, hai notato la mia sensibilità e mi eri vicina, anche quando a 16 anni dopo la prima delusione d’amore, mi hai ricordato che chi non mi ama non mi merita! Ada tu resterai sempre nel mio cuore, e tra i miei ricordi più belli. Anche se sono stata un po’ birichina in questi anni, raggiungerò la tanto desiderata laurea e in qualche modo anche tu mi sarai vicina. Ti voglio bene! Una tua alunna November 25 I nuovi soldatiSoldati
Si sta come
d'autunno sugli alberi le foglie. G.Ungaretti
Questa poesia riguarda la prima guerra mondiale. I soldati che combattevano al fronte sapevano di avere un destino già ben definito. Solo la foglia più robusta poteva sopravvivere al vento e alle intemperie dell'autunno. Ahimè lui era più forte, e il futuro di ogni soldato era di cadere giù come una foglia.
Oggi non viviamo in un vero e proprio conflitto bellico, tuttavia ci troviamo di fronte un esercito di soldati che al mattino si alza e combatte contro i mali intrinseci della società moderna. Eppure sappiamo che le forze che si impiegano saranno vane. Nonostante questo non si cede alla rassegnazione, si va avanti, e questi soldati sono diventati dei muli. C'è chi ha più di un lavoro, chi decide di intraprendere vie più semplici decidendo di vendere, olte al proprio corpo, la propria anima. C'è chi piange. C'è chi viene sfruttato e nonostante tutto sotterra la propria dignità pur di portare a casa pochi euro. C'è chi non ha una casa. Io sono fortunata, finchè abiterò con i miei potrò dire di avere almeno il capo riparato, però ogni giorno è una dura lotta alla sopravvivenza. Mi vergogno a scrivere queste righe, se poi penso che al mondo ci sono persone meno fortunate, colpevoli solo di essere nati nel posto sbagliato della terra. Anche loro sono dei soldati, con la differenza che vivono vere e proprie guerre civili. Io mi chiedo ma la vita è veramente un premio? A leggere queste parole, d'istinto risponderei no, ma siccome sono una sognatrice penso tutt''altro. Qualcosa prima o poi cambierà, magari non sarò io a vedere i frutti di questo cambiamento, saranno i miei figli o i miei nipoti, quindi perchè smettere di lottare? Perchè cedere alla rassegnazione? é vero dopo l'autunno c'è l'inverno, ma la primavera torna sistematicamente e allora perchè anche la nostra società non può raggiungerla?
é difficile trovare la risposta esatta, chi mai ci riuscirà? Nessun terrestre. La chiave però non è trovare la risposta, ma continuare a combattere, perchè cari amici soldati, questa guerra è differente e il premio è la nostra salvezza. Se il mondo e tutti i suoi inquilini sono instabili come le foglie d'autunno, allora sta a noi renderle stabili per far trionfare la primavera. November 14 tanta tristezzaMai come oggi ho avvertito la necessità di confidarmi con il mio diario.
Vi racconto che succede:
Lunedì c’è stata un ‘accesa discussione con Daniele al telefono. Urla, pianti, scleri, e tutto questo davanti agli occhi dei miei genitori. La discussione è nata da un motivo futile, o meglio da un fraintendimento. Daniele uscito da lavoro mi telefona, ero contenta di sentirlo, tuttavia in quel momento stavo chattando con Mariarosaria, una mia ex collega di lavoro. Io sono distratta e lui crede che fossi seccata oppure incavolata. È possibile che gli abbia un po’ mancato di rispetto, non mi sentiva da tutto il giorno e io non mi staccavo dal pc. Alchè mi dice “posso chiamarti a casa? Sempre se ne hai voglia, visto che non mi sembra che ti stia interessando più di tanto quello che ti dico”. In quel momento non so cosa mi è preso e ho iniziato ad urlare, quella frase mi ha urtato tantissimo, io avevo voglia di sentirlo, ma volevo aspettare semplicemente per il fatto che, pensavo, che dopo una giornata passata al telefono (lavora in un call center) avesse bisogno di rilassarsi. Evidentemente mi sbagliavo. La discussione si anima e qui commetto il secondo errore, gli dico “se sei nervoso per il lavoro allora arrangiati”. Eh già perché a me da quella sensazione, lo sentivo teso,ma preoccupandomi del suo “rimprovero” non riuscivo a distinguere la realtà dei fatti. Gli chiudo il telefono e lascio passare la rabbia. Poi lo cerco, pretendo un chiarimento. Io non ero disinteressata a lui, mi stavo preoccupando solo del fatto che fosse stanco. Lui è innervosito, è certo che il mio tono della voce fosse quello di una annoiata che non voleva ascoltare il suo ragazzo. La discussione va avanti e qui un altro rimprovero da parte sua: “tu quando sei vicino ai tuoi lanci sempre battute acide nei miei confronti e sono sicuro che tutto questo casino lo stai muovendo solo perché in casa ci sono loro, sicchè possano sentirti”. Sentivo il mio cuore battere all’impazzata, che cosa aveva detto? Non ci potevo credere. In un attimo ho visto una completa mancanza di rispetto, e il mio orgoglio ferito. Per lui era tutta una messa in scena per comunicare ai miei un immagine negativa di lui. Gli dico che è uno stronzo e che non voglio più vederlo. Lì perde la pazienza e mi dice che è finita. Inizio a piangere, i miei mi vedono a pezzi e mi ricordano che prima di tutto devo pensare a me stessa e che io merito sempre il meglio. Lo ricontatto questa volta su msn e lui continua a ribadire che è finita, che non devo assillarlo. Io mi sento morire e lo imploro di ragionare, avevo capito di aver sbagliato e volevo che capisse. Lui non ne vuol sentire e allora mi rassegno e cado nella depressione più totale. Dopo un po’ mi telefona, credevo volesse un chiarimento, invece aveva chiamato per rimproverarmi tutto. Lui si sente solo, ha tante spese da fronteggiare, si sente abbandonato da me. Poi dice che è offeso, per i miei atteggiamenti, dice che non dovevo far scenate in presenza dei miei. MI rimprovera del fatto che lui ha fatto tanti sacrifici per me e che io non lo ripagavo. Io gli chiedo di vederci, ma lui non ne vuol sentire. Vuole distruggermi e ci riesce, alchè interviene mio padre che urla e gli dice di farsi avanti e di affrontarmi. Mi ha visto soffrire e si è lasciato andare. Io lo saluto e chiudo il telefono. Passo una serata terribile, tra pianto e disperazione, provo a scrivergli due righe su msn, ma non mi risponde. Poi lo chiamo e lui ora calmo, mi chiede il perché dei miei atteggiamenti. Mi chiede perché non gli sono vicina, perché lo attacco in continuazione, perché non lo assecondo. Lui è teso per il lavoro e vorrebbe conforto da parte mia, ma io non riesco a dargli quello di cui a bisogno. Sapete perché? Il lavoro dove si trova l’ho trovato io, poi vabbhè la selezione e tutto l’ha fatta lui, però il curriculum l’ho inviato io di mia spontanea volontà. Ora lui non si trovava bene e io mi sentivo in colpa, quindi invece di stargli vicino ho alzato un muro e ho cercato di fargli capire che forse quello non era il posto adatto per lui. Evidentemente anche qui ho sbagliato… Torniamo alla storia.. io crollo di sonno al telefono, stavo malissimo e di colpo mi addormento. Quando mi sveglio leggo un sms, mi dice che deve dirmi una cosa importante. Lo chiamo, mi chiede come sto e dice che mi ama. Poi, però ecco la frase che non mi aspettavo: “per gli atteggiamenti che hai meriti di essere lasciata, ma io non ci riesco”. Questa frase ha creato in me tanti dubbi, tante paure e ora non riesco più ad essere me stessa. Sono a pezzi. Ho paura di parlare, perché se sbaglio anche solo una parola ho paura che possa andar via e lasciarmi. La mia paura più grande però è che lui stia con me solo per abitudine e perché ha tanta paura di restare solo. Come andrà a finire?
October 17 SEI SICILIANO SE...
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